Il movimento del Software Libero difende quattro liberta' essenziali:
La liberta' di eseguire il programma, per qualsiasi scopo. Imporre restrizioni sull'uso del Software Libero, in termini di tempo ("periodo di prova di 30 giorni", "la licenza scade il 1 Gennaio 2004") o di scopo ("il permesso e' accordato per usi di ricerca o non commerciali"), o limitazioni arbitrarie di area geografica ("non puo' essere usato nel paese X") rende un programma non libero.
La liberta' di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessita'. Anche imporre restrizioni di fatto o di diritto sulla comprensione o la modifica di un programma, ad esempio richiedendo l'acquisto di licenze speciali o la firma di un "Non-Disclosure-Agreement" (NDA) o, per i linguaggi di programmazione che sono rappresentabili in piu' forme, vietando l'accesso al mezzo piu' naturale per comprendere o modificare un programma ("codice sorgente"), rende un programma proprietario (non libero). Senza la liberta' di modificare un programma, la gente sarebbe alla merce' di un singolo fornitore.
La liberta' di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo. Il software puo' essere copiato e distribuito praticamente senza costi: se non si ha il permesso di dare un programma a qualcuno che ne ha bisogno (anche dietro pagamento, se lo si vuole), il programma non e' libero.
La liberta' di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunita' ne tragga beneficio. Non tutti sono bravi programmatori, qualcuno non sa programmare del tutto. Questa liberta' permette a chi non ha il tempo o le capacita' per risolvere un problema di accedere ad un software migliore. Anche questo puo' avvenire dietro un compenso.



